Silicone e plastica: qual è il più sostenibile?

Ultimo aggiornamento il 1 febbraio 2026 da Vita Ecologica

La plastica è ovunque: nei nostri oceani, nel nostro suolo e persino nel nostro sangue. Con la crisi dell'inquinamento da plastica che si fa sempre più pressante, i consumatori si rivolgono ad alternative “ecologiche” come il bambù, l'acciaio inossidabile e il silicone. Ma ecco la domanda da un milione di dollari: Il silicone è solo un'altra forma di plastica o è davvero migliore per il pianeta?

Se avete mai sostituito una spatola di plastica con una in silicone, non siete i soli, ma potreste essere sorpresi da ciò che dice la scienza. Vediamo come funziona.

Cos'è la plastica (in parole povere)

La plastica è un polimero sintetico, ovvero è costituita da lunghe catene di molecole ripetute. Queste catene sono tipicamente derivate da combustibili fossili come il petrolio o il gas naturale.

Le plastiche più comuni includono:

  • PET (polietilene tereftalato) - bottiglie d'acqua
  • HDPE (polietilene ad alta densità) - brocche per il latte
  • PVC (cloruro di polivinile) - tubi, alcuni giocattoli
  • Polipropilene - contenitori per alimenti, cannucce

Questi materiali sono stati progettati per durata, ma è proprio questo il problema: non se ne vanno.

Invece di biodegradarsi, la plastica si scompone in frammenti più piccoli - microplastiche e infine nanoplastiche. Queste particelle sono state trovate in:

  • Suolo e oceani
  • Le piogge e l'aria che respiriamo
  • Sangue umano, polmoni, placenta, e anche testicoli.

Ecco perché la plastica è allo stesso tempo una meraviglia tecnologica e un disastro ambientale.

Cos'è il silicone (e perché non è “solo un'altra plastica”)

Molti pensano che il silicone sia una plastica. Ma non è proprio così.

Il silicone è un materiale ibrido - è costituito da una spina dorsale di silicone e atomi di ossigeno (non a base di carbonio come la plastica), legati a gruppi organici. Tecnicamente è un polimero silossanico, spesso derivato da silice (sabbia).

Proprietà chiave del silicone:

  • Resistente al calore (fino a 300ºC)
  • Chimicamente stabile
  • Flessibile e resistente
  • Resistente all'acqua e non reattivo

Grazie a queste caratteristiche, il silicone è ampiamente utilizzato nella produzione di prodotti per l'edilizia:

  • Prodotti per bambini (tettarelle per biberon, giocattoli per la dentizione)
  • Dispositivi medici (cateteri, impianti)
  • Utensili da cucina (tappetini da forno, spatole)
  • Guarnizioni per il settore automobilistico e industriale.

Quindi, mentre il silicone sguardi e sensazioni come la plastica, la sua struttura e il suo comportamento sono fondamentalmente diversi.

Silicone e plastica: impatto ambientale a confronto

Confrontiamo mele con mele, o spatole con spatole.

CaratteristicaPlasticaSilicone
Basato sui combustibili fossili✅ Sì🔶 Parzialmente (sabbia + lavorazione ad alta intensità energetica)
Biodegradabile❌ No❌ No
Forma microplastiche✅ Sì🔶 No (ma può rilasciare altre piccole particelle come i silossani)
Resistente al caloreSpesso si scioglie✅ Fino a 300ºC
Durata di vita riutilizzabile🔴 Breve (soprattutto monouso)🟢 Riutilizzo a lungo termine
Riciclaggio🔴 Limitato🔴 Ancora più limitato

Microplastiche: Silicone e plastica

Uno dei motivi principali per cui il silicone viene spesso considerato un'alternativa più ecologica alle plastiche convenzionali è la sua resistenza alla frammentazione in particelle minuscole, note come microplastiche. Le plastiche tradizionali, in particolare i polimeri a base di petrolio come il polietilene, il polipropilene e il polistirene, sono soggette a diventare fragili in presenza di raggi UV, calore, abrasione e stress ambientale. Con il tempo, questi materiali si frantumano in microplastiche e persino in nanoplastiche.

Silicone, chimicamente un polimero silossanico con una spina dorsale di silicio-ossigeno anziché di carbonio-carbonio come la maggior parte delle materie plastiche, in genere resiste alla degradazione attraverso gli stessi percorsi che producono le microplastiche La sua struttura elastica e resistente rende meno probabile la frattura nel tipo di frammenti solidi e persistenti tipici delle microplastiche. un motivo importante per cui molti scienziati ambientali e ricercatori di materiali hanno considerato il silicone un polimero relativamente stabile.

Detto questo, Una ricerca più recente evidenzia importanti sfumature:

È importante notare che c'è ancora nessun ampio consenso nella letteratura scientifica confermando che il silicone contribuisce alle microplastiche nella stessa misura, abbondanza e persistenza ambientale delle plastiche convenzionali - ma studi emergenti indicano che in condizioni specifiche, le particelle di silicone possono essere rilasciate. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno la portata e l'importanza di questo fenomeno.

Sebbene la struttura molecolare del silicone riduca la probabilità della classica frammentazione delle microplastiche, i ricercatori stanno studiando attivamente se le microplastiche di silicone o i nanomateriali debbano rientrare nel più ampio dibattito sull'inquinamento da plastica sintetica.

Quale scegliere?

Per quanto riguarda la scelta del materiale, la risposta non è semplicemente “il silicone è meglio della plastica”, ma è più sfumata.

Punti di forza del silicone

  • Riduzione del rischio di microplastica: Le prove attuali suggeriscono che il silicone tende a non di generare microplastiche tipiche del petrolio e della plastica durante l'uso di routine, e quando le particelle vengono rilasciate possono essere meno numerose e chimicamente distinte.
  • Durata: Il silicone dura a lungo e resiste alle alte temperature senza la diffusa frammentazione che caratterizza molte materie plastiche.
  • Stabilità chimica: Il silicone alimentare di alta qualità non rilascia BPA o ftalati come molte materie plastiche.

Limitazioni e considerazioni

  • Diffusione di particelle sotto stress: Alcune ricerche, in particolare quelle che utilizzano l'abrasione meccanica e il calore, dimostrano che i materiali in silicone può rilasciano particelle di dimensioni nanometriche in determinate condizioni. Queste potrebbero non essere “microplastiche” nel senso classico del termine, ma sono sono frammenti di polimeri sintetici che meritano ulteriori studi.
  • Problemi chimici: I prodotti a base di silicone possono contenere silossani ciclici (ad esempio, D4, D5), alcuni dei quali sono regolamentati come sostanze preoccupanti a causa della persistenza e dei potenziali effetti ecologici.
  • Non biodegradabilità: Come la plastica, il silicone non si biodegrada facilmente e rimane nelle discariche a meno che non sia disponibile un riciclaggio specializzato.

Guida equilibrata

Il silicone può essere un scelta più responsabile nei confronti dell'ambiente di molte materie plastiche convenzionali, soprattutto quando sostituisce plastica monouso e viene utilizzato per molti anni. Ma non è una soluzione perfetta e l'eccessivo ricorso al silicone, senza pensare alla longevità del prodotto, alla manutenzione e alla corretta gestione della fine del ciclo di vita, può comunque contribuire all'impatto ambientale.

Conclusione: Silicone e plastica: una scelta equilibrata (rivisto)

Il confronto tra silicone e plastica non è in bianco e nero, e il crescente controllo scientifico ne dimostra il motivo.

I vantaggi del silicone includono una struttura chimica che generalmente resiste al tipo di frammentazione che produce microplastiche diffuse, nonché un'elevata tolleranza al calore e una relativa inerzia chimica in molte applicazioni. Tutto ciò può rendere il silicone un alternativa migliore alla plastica monouso negli utensili da cucina, nei prodotti per l'infanzia e in altri articoli di uso quotidiano, se usati in modo responsabile.

Ma la storia non finisce qui. Le prove di laboratorio dimostrano che i materiali siliconici possono rilasciare particelle molto piccole sotto stress meccanico o termico e, anche se non si tratta di microplastiche classiche, rappresentano una perdita di materiale sintetico che potrebbe hanno rilevanza biologica o ecologica. Le preoccupazioni emergenti sui silossani - alcuni dei quali sono regolamentati a causa della loro persistenza e tossicità - evidenziano ulteriormente la necessità di uno studio attento e di un uso intelligente.

Il vero risultato? La scelta dei materiali è importante, ma anche come e quanto tempo utilizziamo materiali. I prodotti durevoli che sostituiscono gli articoli monouso, riducono al minimo la frammentazione e rimangono in servizio per anni sono quasi sempre più responsabili delle alternative monouso, indipendentemente dalla chimica specifica dei polimeri.

In un futuro in cui la comprensione scientifica continua a evolversi, l'obiettivo dovrebbe essere scelte consapevoli, riduzione del consumo complessivo e sostegno alla ricerca sugli impatti ambientali e sanitari di tutti i materiali sintetici. - silicone incluso.

Mi scuso se la conclusione non è chiara, ma la ricerca indica che la scienza è ancora indecisa sul silicone. Con ulteriori ricerche, potremo essere tutti più informati. Se vi è piaciuta questa storia, fatemelo sapere e vi aggiornerò sulle ultime ricerche sul silicone, sulla plastica e sulle microplastiche, man mano che emergeranno altre prove.

Volete approfondire?

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  1. Nanoplastiche rilasciate da prodotti in silicone e lattice usati quotidianamente durante la rottura meccanica.
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